Dal giorno in cui è scoppiata la pandemia da Covid-19 il tema della Sanificazione scuole è divenuto centrale per la nostra società. Un’istituzione così importante ha dovuto chiudere le porte a milioni di studenti di ogni ordine e grado.

La crisi sanitaria ha forzato l’introduzione di nuovi protocolli per eliminare alla base la possibilità di diffusione del contagio. I locali scolastici sono stati studiati ed analizzati in maniera multidisciplinare per capire come garantire la salute degli occupanti.

Quando si parla di sanificazione delle scuole occorre fare riferimento a tutta quella serie di indicazioni che specificano quando attivare i protocolli di emergenza, per cui si parla di sanificazione straordinaria. Quest’ultima è da non confondere con le normali procedure di mantenimento dell’igiene e pulizia che passano sotto il nome di “sanificazione ordinaria”.

Covid-19 – Quando attivare la sanificazione scuole straordinaria

Dopo un anno di DAD con l’arrivo del vaccino anti Covid-19 le scuole hanno ripreso a funzionare a pieno regime, rimane però aperta la questione del contagio. Cosa succede nel caso in cui venga accertata una positività al virus? La risposta corretta è attivare la sanificazione straordinaria della scuola.
Più precisamente occorre attivarsi quando sono trascorsi un massimo di sette giorni dal momento in cui il, o i contagiati erano presenti nel plesso scolastico.
Cosa occorre fare? Vediamolo per punti:

  • Le aree che sono state utilizzate dal positivo al Covid-19 hanno bisogno di essere bonificate mediante sanificazione straordinaria
  • Una prima risposta è favorire l’ampia aerazione dell’edificio
  • La fase di disinfezione oltre che di pulizia deve comprendere tutti i locali interessati. Chiunque sia venuto in contatto entrerà a far parte del programma di quarantena secondo le prescrizioni legislative del momento
  • Terminata la sanificazione straordinaria occorre proseguire con la pulizia e disinfezione ordinaria secondo il piano pulizia già adottato fino a quel momento.

Un aspetto parallelo rappresenta l’attività di contact tracing che viene svolta dalla ASL di competenza e più precisamente dal Dipartimento della Prevenzione. Il DdP ha il potere di prescrizione di 14 giorni per coloro che sono entrati in contatto con il contagiato.
Ogni scuola ha inoltre un referente Covid-19 che in accompagnamento con l’ASL, ha il compito di fornire tutte le informazioni del caso al fine di stabilire un perimetro di intervento e prendere la decisione in merito alla chiusura dell’intero plesso scolastico oppure solo del o delle classi interessate.

Sanificazione scuole – le indicazioni dell’INAIL

Il personale ATA e i docenti hanno a disposizione un documento di riferimento in tema di pulizia e sanificazione delle scuole: “Gestione delle operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione nelle strutture scolastiche”. Le informazioni contenute sono preziose poiché indicano, non solo le regole obbligatorie da seguire, ma fornisce anche i consigli e i suggerimenti in materia, che sono altrettanto importanti.

Nella sezione generale vengono spiegati quali DPI utilizzare, i presidi medici, i detergenti e disinfettanti da impiegare.

La seconda sezione entra più nello specifico nello spiegare la corretta procedura di sanificazione. Va detto che le scuole hanno diversi ambienti differenti tra loro per destinazione d’uso. In ognuno di questi ambienti vengono impiegati differenti materiali e sostanze chimiche. Soprattutto per la disinfezione occorre diversificare i prodotti da utilizzare sia per ottenere un risultato ottimale, sia per non rovinare o deteriore l’elemento sottoposto a sanificazione.

L’obiettivo del documento dell’INAIL è quello di uniformare la materia della sanificazione in tutte le scuole d’Italia. Spesso il Dirigente Scolastico proprio per raggiungere un livello qualitativo ineccepibile, attiva ditte esterne specializzate, in grado di agire tempestivamente e in osservazione delle indicazioni delle autorità sanitarie.

Consigli in tema di sanificazione scuole

La pulizia e disinfezione sono attività necessarie l’una all’altra. Senza una buona pulizia si rischia di non ottenere il livello di sanificazione necessario a debellare il rischio infezione. Per avere la certezza che le varie fasi siano state eseguite correttamente, sia nei modi che nei tempi, è necessario mantenere e aggiornare di volta in volta un registro delle operazioni.

Nel documento INAIL questo documento viene consigliato ed è divenuto ormai una prassi molto utile ad analizzare caso per caso. I cicli di pulizia, i materiali e le tecnologie utilizzate, oltre alle criticità riscontrate, rappresentano un argine importante alla diffusione del virus.
Il Covid-19 si trasmette tramite contatto ma anche per via aerea per mezzo dell’aerosol. L’aerazione e ventilazione dei locali, è considerata una buona abitudine anche se non sufficiente ad eliminare la possibilità di contagio specie quando vi è affollamento.

Un buon motivo per cui la maggior parte delle scuole preferisce incaricare le ditte esterne specializzate è che queste sono molto sensibili rispetto alle operazioni di aspirazione. Ciò che conta è non diffondere il pulviscolo nell’ambiente ed è possibile solo con aspirapolveri dotati di filtro ad alta efficienza.

Un altro consiglio prezioso è l’orario in cui svolgere le attività di pulizia e igienizzazione. In generale bisogna evitare di avere la concomitanza con le attività scolastiche così da non favorire la cross contamination.

Conclusioni

Le scuole, gli ospedali e qualsiasi edificio che preveda la presenza ed il soggiorno di più persone, rappresenta il problema principale da affrontare per evitare focolai pericolosi. Le scuole in particolare ospitano bambini e ragazzi che difficilmente si ammalano ma che possono trasportare nelle case il virus.

La risposta adottata è soprattutto basata sull’adozione di protocolli di sanificazione precisi e tempestivi, altro sarebbe da dire sull’aerazione e ventilazione dei locali. Le strutture pubbliche non sono molto aggiornate in tema di canali aeraulici e impianti per la forzatura e ricambio dell’aria, probabilmente è arrivato il momento di porre questo argomento al centro dell’agenda politica.

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