Oggi sempre più spesso svolgiamo quasi tutte le nostre attività all’interno di edifici chiusi. Succede per il lavoro, per la vita in casa e anche per lo svago, pensiamo a un cinema, un teatro, il bowling ecc… Tutto ciò comporta un pericolo per la salute umana, che prende il nome di Sindrome da edificio malato o SBS (Sick Building Syndrome).

Quanto scritto, emerge da una verifica che è stata condotta in Europa, secondo cui, quasi il 95% della popolazione che vive in città, trascorre la maggior parte del proprio tempo all’interno di edifici. Parlando in termini di ore e percentuali, considerando le ore di permanenza a casa, le ore dedicate al lavoro e quelle per lo svago all’interno di centri dedicati, passiamo quasi 22 ore al chiuso (indoor) e circa 2 ore per attività all’aperto (outdoor).

SBS e Microclima

In passato, non si è mai parlato o nemmeno vagamente accennato, di Microclima all’interno di fabbriche o uffici. Tale argomento è diventato quotidiano, solo dopo che è stata emanata le normativa relativa alla sicurezza sul posto di lavoro 626 del 1994.

Capita sempre più spesso che le persone, al termine della giornata lavorativa, avvertano una specie di sensazione di malessere, come un fastidio. Nel 2008 è stato emanato il D.lgs 81/08 relativo proprio ai rischi connessi al Microclima: condizioni legate all’ambiente lavorativo come ad esempio i ricambi aria, umidità, temperatura, la differenza fra temperatura dell’aria interna ed esterna.

Recentemente, sono stati eseguiti alcuni studi che hanno confermato che quando ci troviamo in situazioni in cui:

  • i ricambi d’aria non sono sufficienti;
  • i sistemi di filtrazione non sono idonei;
  •  si avvertono sbalzi di temperatura eccessivi;

succede che i valori degli elementi inquinanti che si riscontrano negli ambienti chiusi rispetto agli ambienti outdoor, risultano essere quasi 20 volte superiori.

Di solito non si parla solo di un agente inquinante, ma di un insieme di inquinanti, sostanze che provengono da elementi differenti. Tutto ciò provoca la Sindrome dell’edificio malato, o Sick Building Syndrome (SBS).

Sindrome dell’edificio malato e luogo lavorativo

Quando il numero delle persone che occupano un edificio è elevato, le possibilità che si possa verificare la sindrome dell’edificio malato è molto alta, ciò in maggior misura se questo edificio ha al proprio interno un sistema di climatizzazione meccanica dell’aria, vincolando ulteriormente l’apertura delle finestre per evitare sprechi o rischi di caduta dall’alto.

La normativa prevede delle linee generali che vanno adeguate al tipo di luogo di lavoro, dove viene svolta l’attività: le condizioni del clima di un ufficio non potranno mai coincidere con quelle di un’aria industriale o di tipo commerciale. È noto che la vivibilità degli ambienti è diversa sia per luogo sia per stagione.

Il malessere non è specifico, ma può manifestarsi dopo qualche ora di permanenza all’interno del locale. In genere si risolve velocemente, o comunque entro poche ore, dopo aver lasciato l’edificio o il locale stesso.

Sindrome dell’edificio malato SBS – Sintomi

Esattamente stiamo parlando di sintomi spesso non riconducili alla Sindrome da edificio malato, come ad esempio dolore alla testa, spossatezza, bruciore agli occhi, stanchezza, mal di gola, fatica a concentrarsi, pelle disidratata.

A questi sintomi, in alcuni casi, se ne aggiungono anche altri come nausea, vomito, tachicardia, dolore al petto. Il sintomo che meglio rappresenta la SBS è il continuo aver sonno ed essere stanchi. Tutti sintomi che apparentemente non pericolosi, ma con il passare del tempo potrebbero diventare cronici, con la conseguenza di improvvise assenze sul posto di lavoro e relativo aggravio del sistema sanitario nazionale.

Il D.lgs 81 si pone come obiettivo quello di stabilire i requisiti minimi che un luogo di lavoro deve possedere per garantire salute e benessere durante la permanenza lavorativa:

  • Il sistema della climatizzazione presente sul posto di lavoro è il primo elemento da prendere in considerazione. Laddove non può essere garantivo un ricambio d’aria attraverso l’apertura delle finestre, deve essere presente un impianto di condizionamento efficiente e controllato con una frequenza periodica, al fine di non recare alcun danno alle persone, ma non solo, i flussi dell’aria devono essere tali da non ledere la salute degli occupanti.
  • La temperatura deve essere regolata in funzione del lavoro eseguito dagli occupanti. Questo vuol dire che la temperatura deve essere regolata secondo l’attività svolta, e in caso di condizioni di lavoro gravose, questi devono poter utilizzare dei dispositivi di protezione individuale che possano apportare al lavoratore una sensazione di comfort.
  • L’umidità sarà regolata sempre secondo il buon senso, così come per la temperatura, per garantire continuità operativa e al tempo stesso salute e benessere al lavoratore.

SBS – come evitarla

È chiaro che la corretta gestione e manutenzione dell’impianto di climatizzazione è alla base di un microclima ideale. Una qualità scadente della pulizia dei filtri delle Unità di Trattamento Aria (fondamentali per i ricambi dell’aria), griglie di mandata e di ripresa dell’aria sporche e/o impolverate, possono essere anche la causa per lo sviluppo di colonie di batteri come la legionella, in special modo in quei luoghi dove il tasso di umidità risulta essere molto alto.

Non è possibile pensare ad una ricetta unica per risolvere i problemi legati al Microclima. I luoghi di lavoro sono molteplici e tutti diversi tra loro. Spesso si riesce a realizzare delle casistiche che semplificano lo schema da attuare, ma è sempre meglio affidarsi ad esperti del settore per un’adeguata analisi e manutenzione dell’impianto di climatizzazione, sovente causa proprio della Sindrome da edificio malato.

I filtri spesso risultano non funzionali a causa di un’umidità eccessiva, quantità di polvere, elevata temperature, per questo motivo la manutenzione è fondamentale. A tutto ciò va aggiunta la cura necessaria della pulizia dei condotti aeraulici.

La corretta manutenzione eviterà quasi certamente l’infiammazione delle vie respiratorie, le irritazioni degli occhi e della pelle, evitando così la conseguenza di un dipendente più malmostoso.

Conclusioni

È possibile affermare che il microclima risulta essere il principale attore nella Sindrome dell’edificio malato.

Riuscire a valutare per tempo le condizioni presenti all’interno dell’edificio, rende in grado di limitare eventuali danni causati dal un posto di lavoro ostile. Certo è che un’adeguata manutenzione e pulizia dei canali dell’aria condizionata comportano un ambiante più salubre.

Se a tutto ciò aggiungiamo una gestione della temperatura e dell’umidità in modo efficiente, saremo in grado di dire che l’ambiente lavorativo non può essere causa di malattie legate alla sindrome da edificio malato.

Per ottenere questo risultato è fondamentale che ci sia una gestione della manutenzione efficiente, programmata, ma soprattutto rivolta al benessere del lavoratore. A tutto ciò vale la pena ribadire che una macchina efficiente è anche una macchina che fa risparmiare in termini di consumi.

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