La scarsa o addirittura inesistente pulizia impianti di trattamento aria può rappresentare un grave problema. La pericolosità deriva dal fatto che si affiancano sempre più spesso altri fattori quali:

  • Lo scarso ricambio o trattamento aria
  • Il riscaldamento/raffrescamento eccessivo
  • Le emissioni legate ai toner delle fotocopiatrici

La somma di tali condizioni porta ad un elevato inquinamento indoor che spesso caratterizzano uffici, supermercati, ospedali, centri commerciali, ecc.

Nel 2013 un accordo tra Stato e regioni ha sancito la procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria.

Scopo di questa procedura è di fornire al Datore di lavoro uno strumento pratico ed efficace per adempiere gli obblighi previsti dall’art. 64 del d.lgs. 81/2008, ovvero la regolare manutenzione e pulizia impianti dei luoghi di lavoro, degli impianti e dei dispositivi installati.

In particolare, dall’allegato IV: “Requisiti dei luoghi di lavoro”, che fornisce indicazioni in merito alla pulizia e alla manutenzione, si evidenzia che: “gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori. Qualsiasi sedimento o sporcizie che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori, dovuto all’inquinamento di canali aria respirata deve essere eliminato rapidamente”.

I pericoli dell’inquinamento indoor

Negli ultimi anni sono sempre più frequenti i casi di patologie respiratorie, riconducibili alla cattiva gestione e mancata pulizia impianti di condizionamento nei luoghi di lavoro: partendo dai fastidi più comuni quali emicranie, nausee, bruciore agli occhi, stanchezza, calo della concentrazione si arriva a patologie ben più pericolose come la legionella.

La storia narra che nel luglio del 1976, si verificò una violenta epidemia di polmonite tra i partecipanti ad un convegno nella città di Filadelfia. Risultò infatti evidente, a seguito di una verifica, che la trasmissione del microrganismo era avvenuta mediante canali aria condizionata contaminata dall’acqua delle torri di raffreddamento. Questi batteri fin ad allora sconosciuti, furono classificati come appartenenti al genere legionella.

Dopo questo primo caso, sono stati poi numerosi gli episodi di legionella registrati in luoghi come, ad esempio, alberghi e strutture sanitarie.

In ottica di prevenzione, è fondamentale programmare ed eseguire una periodica manutenzione delle U.T.A. (unità di trattamento canali aria), dei fan-coil, delle torri di raffreddamento, delle bocchette e di tutte le parti dell’impianto al fine di ridurre al minimo il rischio di proliferazione e diffusione di agenti patogeni.

Manutenzione impianti aeraulici industriali

La procedura di manutenzione può essere ricondotta a tutti gli impianti aeraulici, a servizio di ambienti di lavoro chiusi, destinati a garantire il benessere termo-igrometrico degli occupanti, la movimentazione e la qualità dell’aria. Questa procedura è un modello, può essere migliorata e adattata alle esigenze di ogni singola unità operativa. È questo il motivo per cui affidarsi a tecnici esperti del settore è fondamentale per ottenere procedure customizzate, al fine di essere sicuri di non tralasciare nulla al caso.

Una sanificazione dell’aria con ispezioni visive, ispezioni tecniche, analisi igieniche e manutenzioni regolari sia dall’interno che dall’esterno dell’impianto e delle sue singole componenti, va dunque eseguita prima di tutto per migliorare la qualità di vita ma anche perché è obbligatorio per legge.

La procedura operativa di manutenzione degli impianti aeraulici potrebbe essere così costituita:

  • Verifica ispettivi dell’impianto: visiva e tecnica;
  • Check list per l’ispezione visiva;
  • Flow chart della procedura operativa tecnico-manutentivo;
  • Leggi regionali in materia di gestione e manutenzione degli impianti;
  • Registro degli interventi effettuati sull’impianto;
  • Analisi microbiologiche ed interventi previsti sulla sezione di umidificazione e sulla torre evaporativa;
  • Indicazioni per il monitoraggio microbiologico dei componenti dell’impianto;
  • Rapporto di prova dell’ispezione tecnica, da allegare al registro degli interventi di manutenzione.

Tutto ciò è necessario per garantire il buon funzionamento e la corretta igiene degli impianti.

Ispezione visiva dell’impianto

Permette di accertare lo stato dei vari componenti dell’impianto esempio:

  • Serrande di presa dell’aria esterna
  • Filtri
  • Vasche di raccolta dell’acqua di condensa
  • Umidificatori dell’UTA
  • Terminali di mandata dell’aria
  • Condotte dell’aria
  • Torri di raffreddamento

Tale esame consiste nel valutare lo stato igienico di alcuni punti critici dell’impianto e la loro funzionalità. Gli esiti delle verifiche insieme al registro degli interventi di manutenzione possono costituire un utile strumento per la valutazione nel tempo dello stato igienico dell’impianto.

L’ispezione tecnica

Prevede normalmente campionamenti e/o controlli tecnici sui componenti dell’impianto al fine di valutarne l’efficienza, lo stato di conservazione e le condizioni igieniche. Essa permette di diagnosticare le criticità manifestate dall’impianto, le misure da intraprendere e la tempistica con la quale intervenire.

I risultati dell’ispezione devono essere riportati in un documento.

Le analisi microbiologiche

Relative ad alcuni parametri ad esempio:

  • Particolato depositato nelle condotte;
  • Caduta di portata dell’aria nelle batterie di scambio termico;
  • Cariche microbiche possono essere utilizzate come valutazione dell’efficacia degli interventi di pulizia o sanificazione attuati.

Per questo motivo, la buona volontà del Datore di lavoro è fondamentale nell’attività di programmazione e registrazione degli interventi di manutenzione ordinaria e pulizia impianti di trattamento aria industriale. Non serve la telefonata dell’ultimo minuto al tecnico per una pulizia veloce e approssimativa degli impianti, serve invece un programma temporale preciso e periodico come quello previsto per i sistemi antincendio e le caldaie.

Manutenzione impianti di condizionamento, ma quale?

Con il termine manutenzione, si intende una sequenza di azioni atte a mantenere o riportare un’entità allo stato adeguato all’esecuzione delle funzioni richieste. Questo significa che quando si parla di pulizia impianti di condizionamento, si intendono quelle operazioni necessarie affinché l’impianto di condizionamento sia sempre efficiente e performante.

Esistono diversi tipi di manutenzione:

  • Manutenzione preventiva: È una manutenzione programmata da eseguirsi con lo scopo di prevenire possibili guasti o deterioramenti della macchina. È preventiva poiché attuata sulla base di cicli determinati, di solito la periodicità è indicata dal fornitore della macchina;
  • Manutenzione predittiva: Effettuata in base a rilevazioni che portano alla predizione di un futuro guasto secondo condizione, da effettuarsi al raggiungimento di determinate condizioni di deterioramento dell’entità;
  • Manutenzione migliorativa: Sono interventi compiuti in sede di manutenzione programmata atti a migliorare le condizioni operative dell’entità senza variarne funzioni o valore;
  • Manutenzione produttiva: Sono azioni di manutenzione (programmata, preventiva) trasferite e affidate al conduttore in base a rilevazioni diagnostiche nell’intento di migliorare l’operatività dell’entità autonoma, eseguita direttamente dal conduttore;
  • Manutenzione correttiva o “a guasto”: È una manutenzione non programmata, effettuata in seguito a malfunzionamento della macchina

Appare chiaro che ognuna di questa tipologia di manutenzione ha un costo, ma se programmata nel modo corretto, potrebbe evitare interventi economici ben più consistenti e importanti, come la sostituzione della macchina stessa, sanzioni, o inviti a comparire in tribunale perché un dipendente si è ammalato.

Conclusioni

Un sistema di manutenzione è in pratica una politica definita per l’attuazione operativa della manutenzione. A questa, deve seguire il piano di manutenzione cioè la procedura avente lo scopo di controllare e ristabilire un rapporto soddisfacente tra lo stato di funzionamento di un sistema o di sue unità funzionali e lo standard qualitativo assunto come riferimento.

Consiste nella previsione del complesso di attività inerenti alla manutenzione di cui si presumono la frequenza, gli indici di costo orientativi e le strategie di attuazione nel medio e nel lungo periodo.

È un sistema organizzato. Spesso la manutenzione e pulizia impianti non è il “core business” dell’azienda.

In questi casi è doveroso rivolgersi a dei professionisti del settore che sono in grado di consigliare e suggerire le sequenze esatte delle operazioni da eseguire, gli interventi da fare, e i piani di manutenzione programmati, secondo schemi tabellari al fine di non dimenticare nulla con cadenza settimanale, mensile, trimestrale, semestrale e annuale.

×

 

Contattaci!

Un esperto ti risponderà il prima possibile.

×