Quando si parla di coating canali aeraulici, si fa riferimento a forme di rivestimento di diverso tipo, atto a contenere eventuali dispersioni. Normalmente la coibentazione interna di condotti rappresenta una situazione rischiosa, una sorta di “difformità impiantistica”.

Per quale motivo esiste un aumento considerevole del rischio? La spiegazione risiede nella porosità della coibentazione, normalmente un materassino o muratura, si ha un accumulo di agenti inquinanti all’interno dell’impianto con possibilità di sviluppo del contagio microbiologico.

Inoltre, l’eventuale mal conservazione del materassino o della muratura, comporta la produzione di pulviscolo e di fibre che vengono spostate negli ambienti con il passaggio dell’aria forzata.

La coibentazione: premessa doverosa

Di solito la coibentazione di canali aria viene fatto con materassini che rivestono la parte interna, il cui materiale può essere di lana di vetro, lana di roccia, o fibre ceramiche che sono materiali filamentosi a trama molto sottile, composti principalmente da fibre di silicati ed alluminati.

In questo modo gli eventuali materiali fibrosi che si possono dividere o staccare dal materassino sono parecchio fini. Si parla in questi casi di PM 10, PM 20, PM 2,5, questi valori indicano un ordine di grandezza espressa in micrometri, sono le famose polveri sottili.

Basta il nome per comprendere quale sia il vero problema. Le polveri sottili, se inalate, causano danni che vano dalle infiammazioni delle vie respiratorie alle lesioni, dagli arrossamenti dei tessuti cutanei fino a forme di cancro. Ad esse infatti è associato un elevato livello di attenzione per il pericolo cancerogeno, l’imputato principale sono le fibre ceramiche (classificazione dello IARC R49-38).

Approfondimento normativo incapsulamento muratura e fibre

Per quanto ho detto nella premessa iniziale, l’attività di smontaggio e quella di smaltimento dei canali aria che contengono lana di vetro deve essere eseguita seguendo quanto prescritto da decreti regionali. In caso di assenza occorre fare riferimento alle linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizione e le misure di prevenzione per la tutela della salute, approvate dalla conferenza Stato-Regione, su proposta del ministero della Salute del 25 marzo 2015 ed aggiornate nella seduta del 10 novembre.

In qualche caso è comunque previsto, l’incapsulamento prima di essere trasportato e quindi smaltito.

Le normative hanno l’obiettivo di indicare le modalità operative più adatte, rispetto alle attuali conoscenze scientifiche utilizzabili. È fondamentale garantire, sempre, la tutela della popolazione e la salute dei lavoratori durante le attività di recupero e bonifica dei manufatti già in posa.

Le FAV (fibre artificiali vetrose) vanno trattate con il massimo dell’attenzione, l’atteggiamento che occorre avere è la cautela e la prevenzione.

Cos’è il Coating?

Si definisce Coating il trattamento che viene utilizzato all’interno di un canale quando quest’ultimo mostra segni inequivocabili di deterioramento.

Più specificatamente si possono verificare evidenze di filamenti minerali in frantumazione del tipo:

  • Amianto;
  • Fibra di roccia;
  • Fibra di vetro;
  • Lana di vetro.

Lo sgretolamento è continuo e può tendere solo al peggioramento.

Il condotto all’interno, per effetto del continuo rilascio dei minerali sopra indicati, diventa via via più poroso. Le pareti del condotto diventano da lisce e porose ed offrono l’occasione ai residui biologici di proliferare.

Tutte queste componenti circolano nell’ambiente per mezzo del passaggio di aria forzata e producono una forma di inquinamento insidiosa e tra le più pericolose conosciute. Si rende necessaria un’operazione di bonifica risolutrice.

Il coating (o incapsulamento) si realizza applicando manualmente uno spray direttamente nel canale. Per effetto dell’asciugatura si produce una spessa pellicola di resina che stabilizza le corrugazioni interne.

È chiaro che questo tipo di azione viene eseguita dopo avere spolverato via tutto lo sporco e gli eventuali frammenti presenti situati sulla area.

Benefici del Coating

I benefici di questo tipo di attività sono evidenti. Primo fra tutti, e da non sottovalutare è che la sola e valida alternativa al processo di coating è la sostituzione completa dei canali rovinati. Quindi maggior dispendio di tempo e denaro.
L’utilizzo del coating comporta ulteriori e pratici vantaggi, vediamo quali:

  • un lasso di tempo inferiore per la rimessa a norma dell’impianto;
  • non occorrono opere di smontaggio e rimontaggio di controsoffitto e arredo, con riflesso sui costi della soluzione del problema;
  • le attività lavorative possono continuare nel durante;
  • aria salubre in poco tempo anche per via dell’utilizzo di prodotti anti muffa e alghicida.

La tecnologia e i materiali hanno fatto passi da gigante. Oggi esistono prodotti dall’alta efficienza e qualità a tal punto da non diffondere emissioni pericolose o fastidiose.

Il coating è inalterabile alle azioni meccaniche, ha una lunga durata. Dopo avere applicato la quantità di rivestimento corretta, si ottiene uno spessore conservativo di 1 mm su tutta la superficie.

Questo trattamento permetterà, in seguito, di effettuare attività di bonifica dei canali aria attraverso l’utilizzo di spazzole elettriche.

Come eseguire le operazioni di bonifica con FAV

Queste operazioni devono essere svolte da personale specializzato e formato, che sia a conoscenza dei rischi operativi, delle procedure e dei DPI che sono necessari per svolgere in completa sicurezza l’attività:

  • maschere pieno facciale con filtro P3
  • guanti, tuta e calzari rigorosamente monouso.

Quando si è in presenta di rivestimento di tipo FAV, all’interno oppure all’esterno di tubazioni e/o canalizzazioni di aerazione, si trovano diverse casistiche:

  • Canalizzazioni e/o tubazioni da portare in discarica con diametro inferiore a 30 cm:
    si esegue la bonifica in loco attraverso la tecnica dell’insacchettamento o Glove-bags;
    si predispone un telo sul pavimento e nelle zone limitrofe all’operazione;
    si predispone un sistema di aspirazione, adatto ad asportare i fumi derivati dal taglio del tubo;
    si prevede un’area adeguate alla decontaminazione personale;
    Campionamenti personali saranno necessari, ogni volta che le condizioni di lavoro lo richiedano.
  • Tubazioni molto estese con diametro inferiore a 30 cm: si può utilizzare la tecnica del Glove-bags per permettere il frazionamento della tubazione che potrà essere bonificata in seguito nell’area di cantiere destinata alla bonifica, con le caratteristiche definite sopra.
  • Canalizzazioni e/o tubazioni da portare in discarica con diametro superiore a 30 cm: laddove sarà possibile, si svolgerà nell’area confinata sia nella modalità statica che in quella dinamica secondo quanto descritto sopra.

Qualora non sia possibile confinare in modalità statica o in modalità dinamica, a causa della dimensione oppure per via della localizzazione delle canalizzazioni/tubazioni, si dovrà, comunque, procedere ad una interdizione dell’area al fine di contenere il rischio di esposizione di soggetti terzi.

I locali vicini alla zona interessata all’attività dovranno essere sgombrati fino alla conclusione dei lavori.

Garanzia dei lavori di coating

Al fine di eseguire i lavori in completa sicurezza, dovranno essere garantiti le seguenti attività:

  • incapsulamento con rimozione per mezzo di attrezzi manuali nell’area delimitata
  • immediata sigillatura per mezzo di insacchettamento del materiale rimosso

Nella zona circostante all’area di lavorazione dovrà essere installata un’Area di Decontaminazione Personale.

Da ribadire infine è che quando le operazioni di bonifica di manufatti interessati da FAV sono giunte al termine, occorre che i locali possano essere restituiti in piena sicurezza all’ambiente. Ciò significa che in caso di presenza di ossidi alcalino/alcalino terrosi < 18 % e con diametro < a 6 μm, occorre procedere con il campionamento per poi eseguire l’analisi secondo quanto già previsto dalla normativa vigente.

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