In questo articolo ci poniamo una domanda che nelle aziende circola anche tra i meno esperti: perché occorre fare operazione di bonifica e pulizia canali aria? La risposta non può che essere centrata sull’esperienza di una delle aziende leader di settore.

Entasys esegue bonifica, sanificazione e igienizzazione di tutti i condotti aeraulici. È bene tenere a mente sin d’ora questo concetto: un canale aria sano fa circolare aria sana e pulita.

Ti stai chiedendo: ma se passa solo l’aria, cosa ci può essere di nocivo? All’interno delle condotte si depositano spesso delle polveri molto sottili, le quali possono diventare anche ricettacolo di parassiti ed elementi pericolosi per le vie respiratorie e per i polmoni di chi è all’interno dei locali.

Bonificare un condotto, quindi significa abbassare o meglio eliminare tutti quegli inquinanti batterici che si sono depositati all’interno dei canali stessi. Un canale bonificato trasporta aria sana e pulita all’interno degli ambienti, oltretutto è anche più efficiente.

Entasys ha a disposizione tre metodologie d’intervento diverse, ognuna delle quali ha una modalità differente, in alcuni casi utilizzati in combinazione:

  • Aria: attraverso l’uso dell’aria compressa, sparata a elevata pressione si spingono eventuali detriti presenti sul piano, verso la prima uscita disponibile. Intervento semplice.
  • Spazzole: attraverso l’uso di spazzole meccaniche, si grattano le pareti scrostandole da eventuali residui. Intervento più complesso.
  • Automatizzato: attraverso l’uso di un robot che esegue una pulizia in modalità completamente automatica. Altamente complesso ed efficiente.

Entasys vanta le più recenti e moderne tecnologie per effettuare la bonifica dei canali aeraulici. Il personale tecnico è in grado di proporre la soluzione migliore in base alle caratteristiche e informazioni recepite. Durante il sopralluogo i tecnici valuteranno lo stato dei condotti, la lunghezza, tipologia della linea e le dimensioni delle macchine al fine di dare anche una tempistica d’intervento.

Sanificazione impianti di condizionamento: UTA e trattamento pacco lamellare

La sanificazione e la bonifica degli impianti di condizionamento è un’attività fondamentale che vede inclusa la bonifica delle UTA (unità di trattamento aria) e dei canali aeraulici. Questa attività di sanificazione è importante per permettere una qualità dell’aria più sana e igienizzata. Da ciò ne consegue una maggiore pulizia dell’aria nelle stanze, maggiormente durante questo periodo in cui la situazione epidemiologica è importante.

Come è composta un’UTA?  Al suo interno c’è uno scambiatore termico (a bassa o alta temperatura) dotato di accumulatore ad acqua, quindi è in grado di funzionare sia per raffreddare sia per riscaldare l’ambiente circostante, un filtro o purificatore per l’aria, un sistema ventilante con la funzione di aspirare o spingere l’aria.

Le macchine per il trattamento dell’aria sono attrezzature, il cui ruolo è quello di manipolare l’aria o comunque trattarla dal punto di vista qualitativo, nei luoghi o ambienti di ridotte dimensione.

In considerazione della composizione della macchina di condizionamento e della funzione svolta, è evidente quanto sia importante e fondamentale, prevenire, pianificare e realizzare la manutenzione di queste UTA, oltre a tutti gli elementi che compongono il sistema di climatizzazione o condizionamento.

Lo scambiatore termico composto da un blocco lamellare è il luogo dove maggiormente si raccolgono le polveri e i sedimenti polverosi. Durante le operazioni di sanificazione e bonifica si deve provvedere assolutamente all’estrazione di tutto il particolato che si è incrostato nel fascio lamellare.

È inoltre necessario prestare attenzione al liquido che può essersi depositato nella vaschetta di raccolta dei liquidi residui generati dalla condensa dell’acqua. L’acqua di condensa, in alcuni casi, può avere un valore di pH leggermente acido, con la conseguenza di provocare danni alle pareti e/o al fondo della vasca di raccolta. La conseguenza è la formazione di punti di ruggine, che dovranno essere eliminati.

In seguito, sarà necessaria eseguire un’attività di bonifica e recupero utilizzando prodotti specifici come smalti o liquidi chimici per risaldare eventuali fori.

Sanificazione impianti: eseguire un’ispezione pratica prima del trattamento di pulizia canali aria

A livello regionale e a livello nazionale sono presenti procedure per gestire correttamente i rischi da contaminazione chimica e microbiologica dell’aria che ci circonda al fine di garantire una qualità elevata. A tal proposito è sempre utile procedere a un’ispezione vera e propria, degli elementi in cui c’è il maggior rischio di contaminazione.

Il controllo tecnico si svolge in questo modo: bisogna prelevare dei campioni di residui presenti sul fondo e/o eseguire delle ispezioni visive sugli elementi costituenti l’impianto stesso, con l’obiettivo di stimare la funzionalità, le condizioni sanitarie e il grado di mantenimento. Questa attività permetterà di valutare la presenza o meno di elementi critici evidenti sull’impianto, quali possono essere le contromisure da prendere e i tempi necessari per svolgere la stessa.

Ovviamente non è pensabile procedere a caso o per tentativi successivi. Esiste uno schema che indica i modi con cui procedere per eseguire le ispezioni sui componenti dell’impianto:

  • UTA (unità di trattamento dell’aria),
  • il terminale della mandata,
  • canale dell’aria,
  • la torre per raffreddare (se è presente);

Quindi dopo aver completato la verifica, bisognerà riportare su un documento specifico il rapporto di ispezione e i risultati ottenuti in seguito alle analisi, come prova dell’avvenuta ispezione.

Per esperienza possiamo confermare che un’ispezione visiva delle UTA, normalmente prevede:

  • il delta p (differenza di pressione dell’aria) presente nei sistemi di filtrazione fra entrata e uscita. Questo serve per assicurarci che non ci siamo dei corpi estranei (polveri) che rallentano o intasano il normale flusso dell’aria;
  • la differenza fra la portata dello scambiatore termico, per valutare anche in questo caso lo scambio termico fra entrata e uscita;
  • la carica batterica dell’acqua che circola nella zona di umidificazione al fine di verificare la presenza o meno di contaminazione.

Ogni quanto si deve eseguire l’ispezione?

Le frequenze di queste attività sono stabilite da normative regionali o dalla valutazione dei rischi sul luogo di lavoro, in funzione dell’attività svolta. Non si può stabile a priori, ma per la sezione di umidificazione normalmente, per esperienza, almeno una volta ogni sei mesi, laddove esiste una funzione di ricircolo.

Nelle UTA senza ricircolo, potrebbe essere sufficiente una volta l’anno. Ovviamente la sezione dei processi di umidificazione a vapore non necessita di controlli dell’acqua perché la stessa temperatura raggiunta dal vapore, adoperato nel sistema di umidificazione, assicura la rimozione degli elementi organici che potrebbero essere presenti.

La figura (tecnico o responsabile) che si occuperà della manutenzione, determinati quali sono i requisiti affinché l’impianto sia salubre, individuerà gli interventi fondamentale per manutenzione, la bonifica o sanificazione. Inoltre potrà disporre controlli ulteriori, accertamenti o test da eseguire immediatamente o alla successiva verifica pianificata.

 

Conclusione: è utile bonificare il canale aria?

Bonificare il canale aria e le UTA, non solo è utile, ma è dovuto per legge. La letteratura è piena di testi di riferimento e normativi, protocolli di intesa che spiegano le modalità come prevenire la formazione di eventuali elementi patogeni che potrebbero essere nocivi per l’essere umano.

Affidarsi ad aziende preparate, serie e affidabili è un buon punto di partenza per essere in regola. In questo momento, il fai da te è fortemente sconsigliato. La salute è fondamentale per scongiurare il peggio.

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